Cure per l'Ansia e gli Attacchi di Panico a confronto


L'ansia e gli attacchi di panico sono condizioni molto diffuse che possono essere permanentemente risolte grazie al ricorso ai trattamenti oggi esistenti. In questa pagina sono confrontati sia i trattamenti supportati da una solida base scientifica, sia quelli non supportati dalla scienza.

Lo scopo è quello di aiutare le persone con ansia patologica a muoversi in modo informato, consapevole e con senso critico tra le varie alternative di cura oggi disponibili.

 

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Tabella Comparativa sulle Cure scientificamente validate per i Disturbi d'Ansia


Tutti i dati riportati nella tabella sottostante e in questa pagina sono basati su studi scientifici e clinici e non hanno valore prescrittivo.

Per consultare riferimenti scientifici e bibliografia clicca qui.

CURE FARMACOLOGICHE E NON FARMACOLOGICHE

LIVELLI DI EFFICACIA

Trattamento

Durata Trattamento

Grado Efficacia

Disturbi d’Ansia Trattabili

Effetti Collaterali

Biofeedback Integrato1 

10 sedute

Alta

Tutti i Disturbi d'Ansia

Nessuno

non farmacologico

Psicoterapie2Psicofarmaci

Da pochi mesi ad anni

Alta

Tutti i Disturbi d'Ansia

Molti, anche gravi (farmaci)

Interventi Psicologici (psicoeducazione, psicoterapia2, ecc.)

Da pochi mesi ad anni

Medio-Alta

Tutti i Disturbi d'Ansia

Nessuno

non farmacologico

Biofeedback

(monoterapia)

10 sedute

Medio-Alta

Tutti i Disturbi d'Ansia

Nessuno

non farmacologico

Meditazione

10 sedute

Moderata

Tutti i Disturbi d'Ansia  Nessuno

non farmacologico

Tecniche di Rilassamento

10 sedute

Moderata

Tutti i Disturbi d'Ansia

Nessuno

non farmacologico

SSRI (Inibitori della Ricaptazione della Serotonina)

Indefinito

a cicli

Fino a che si assume il farmaco

Tutti i Disturbi d'Ansia

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

SNRI (Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e Noradrenalina)

Indefinito

a cicli

 

Fino a che si assume il farmaco

Tutti i Disturbi d'Ansia

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

Antidepressivi Triciclici (Laroxyl)

Indefinito

a cicli

 

Fino a che si assume il farmaco

Tutti tranne Ansia Sociale

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

Benzodiazepine (EN, Frontal, ecc.)

 Pochi mesi o al bisogno

Fino a che si assume il farmaco

Tutti tranne Disturbo Post-Traumatico da Stress*

Dipendenza e Tolleranza

(psicofarmaco)

Antidepressivi iMAO (Inibitori delle Monoaminossidasi)

 Indefinito

bassa

Tutti tranne Ansia Generalizzata

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

Antipsicotici

Indefinito 

Fino a che si assume il farmaco

Ansia Generalizzata

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

NaSSA (Antidepressivi Specifici Noradrenergici e Serotoninergici)

Indefinito 

Fino a che si assume il farmaco

Disturbo Post-Traumatico da Stress*

Molti, anche gravi

(psicofarmaco)

Azapironi

 Indefinito

Fino a che si assume il farmaco

Ansia Generalizzata

Molti, anche gravi

(psicofarmaci)

Antiepilettici

Indefinito 

Fino a che si assume il farmaco

Ansia Sociale

Ansia Generalizzata

Molti, anche gravi

(psicofarmaci)

Antipsicotici atipici (Ketipinor, ecc.)

Indefinito 

Fino a che si assume il farmaco

 Disturbo Post-Traumatico da Stress*

Molti, anche gravi

(psicofarmaci)

Melissa

 Indefinito

Fino a che si assume la sostanza

stati ansiosi 

Dipendenza e tolleranza; effetto paradosso a dosaggi medio alti

Valeriana

 -

Bassa o nulla

 stati ansiosi

Non gravi

Agopuntura

 Indefinito

non dimostrata

stati ansiosi 

Nessuno

non farmacologico

 EMDR

 Indefinito

media

Disturbo Post-Traumatico da Stress* 

 Nessuno

non farmacologico

Omeopatia

 -  non dimostrata  - Nessuno 

*Disturbo Post-Traumatico da Stress --> Nel DSM-V non è più considerato un Disturbo d'Ansia ma un Disturbo Correlato a Eventi Traumatici.

1 Trattamento  multicomponenziale breve composto da: Biofeedback (multiprotocollo) + Colloqui Strategici e Psicoeducativi + Igiene del Sonno + Tecniche di Rilassamento + Tecniche di Concentrazione (controllo del flusso di pensiero).

Tra le Psicoterapie efficaci la più studiata è quella Cognitivo-Comportamentale (CBT). 



SINTESI TABELLA COMPARATIVA


Esistono attualmente due categorie di trattamenti o cure per l'ansia patologica e gli Attacchi di Panico: 

  1. cure farmacologiche 
  2. cure non farmacologiche.

Da un’approfondita analisi della letteratura scientifica prodotta negli ultimi decenni è emerso che tutti i trattamenti scientificamente validati oggi disponibili, farmacologici e non farmacologici, hanno pari efficacia e differiscono tra loro principalmente per i loro effetti collaterali e gli effetti a lungo termine.

Questo è stato ampiamente dimostrato ad esempio per il Disturbo di Panico (= Attacchi di Panico ricorrenti) con e senza Agorafobia (Pompoli et al. 2016 – Cochrane Library), per il Disturbo d'Ansia Sociale (Mayo-Wilson et al. 2014) e per il Disturbo d'Ansia Generalizzata (Cuijpers et al. 2014)

I trattamenti (scientificamente supportati) oggi più utilizzati per il trattamento dei Disturbi d'Ansia sono quindi:

  • Interventi Psicologici (psicoeducazione, tecniche di rilassamento, tecniche di concentrazione, psicoterapia)
  • Biofeedback (psicofisiologico, non farmacologico)
  • Psicofarmaci (SSRI, SRNI, Triciclici, Benzodiazepine, Beta-Bloccanti)

La ricerca scientifica ha anche dimostrato che l’abbinamento di questi trattamenti produce risultati migliori rispetto al loro singolo utilizzo (monoterapia).

In sintesi, dalla ricerca scientifica è emerso che:

  • I trattamenti farmacologici e non-farmacologici in monoterapia hanno pari efficacia.
  • I trattamenti multicomponenziali (es. biofeedback integrato) hanno un’efficacia superiore rispetto alle monoterapie.
  • I trattamenti non farmacologici non presentano effetti collaterali, quelli farmacologici molti, anche gravi.
  • Gli effetti di tutti i trattamenti farmacologici cessano poco dopo la sospensione della loro assunzione.
  • Gli effetti di alcuni trattamenti non-farmacologici come il biofeedback e gli interventi psicologici durano nel lungo termine.

Attacchi di Panico, Ansia, Livelli di Elaborazione ed efficacia delle cure


L'efficacia di un trattamento dipende dal grado in cui riesce a coinvolgere uno o più dei 3 livelli di elaborazione neurocognitiva di seguito illustrati.

Nonostante gli Attacchi di Panico e tutti i Disturbi d'Ansia a livello psicologico abbiano cause differenti e siano legati a rappresentazioni mentali, situazioni, eventi e oggetti differenti, a livello neurofisiologico condividono gli stessi meccanismi o gran parte di essi.

Tutti i vissuti d'ansia cioè comportano l'attivazione di un rete neuronale che, dal cervello alla periferia (e viceversa), coinvolge in buona parte gli stessi centri e vie nervose: questa rete condivisa coinvolge una serie di strutture sottocorticali, definite nel loro insieme "fear network" (rete neuronale della paura), ed altre strutture del sistema nervoso centrale e periferico (es. sistema nervoso simpatico).

Il vissuto d’ansia che si prova nel corso di un episodio ansioso, di un attacco di panico o di uno stato ansioso prolungato/costante è una condizione di eccessiva attivazione psicofisiologica che coinvolge contemporaneamente diversi livelli del sistema nervoso centrale e periferico.

Bisogna infatti considerare il grado d'ansia come il risultato di un continuo gioco di forze che coinvolge diversi Livelli di Elaborazione:

  • Livello 1 di Elaborazione - Cortecce primarie, secondarie e terziarie (pensieri ansiogeni consci e inconsci, immagini, ricordi, immaginazione, percetti e strategie anti-ansia).
  • Livello 2 di Elaborazione - Talamo, ipotalamo, amigdala e altre strutture sottocorticali che costituiscono il fear network (= rete neuronale della paura).
  • Livello 3 di Elaborazione - Tronco encefalico e midollo spinale (sintomi autonomici o neurovegetativi come tachicardia, sintomi respiratori, freddo-caldo, tremori, ecc.).

L'ansia dunque dipende sempre dall'attivazione di specifiche strutture neuronali: uno stimolo esterno, un ricordo, un ragionamento o anche l'immaginazione (ad esempio su cosa potrebbe accadere domani) può innescare l'attivazione di rappresentazioni mentali (pensieri) ansiogene che, in quanto tali, sono in grado di attivare il fear network e il Sistema Nervoso Simpatico ossia l'insieme di centri nervosi la cui attivazione produce i sintomi ansiosi somatici (neurovegetativi) e cognitivi, ossia il vissuto d'ansia.

Da un lato quindi quanto più l'elaborazione corticale (pensieri) indotta da stimoli esterni o interni (es. ragionamenti, immaginazione, ricordi, anticipazioni sul futuro, ecc.) produce rappresentazioni mentali ansiogene, tanto più tali rappresentazioni attiveranno il fear network (circuito neuronale dell'ansia/paura), tanto più il Sistema Nervoso Simpatico sarà attivato e tanto più intensi saranno i sintomi somatici e cognitivi dell'ansia.

Dall'altro, quanto più efficaci le strategie anti-ansia coinvolgono tutti e tre i Livelli di Elaborazione su citati, tanto più il livello d'attivazione delle rappresentazioni mentali ansiogene, del fear network e del Sistema Nerovoso Simpatico risulterà ridotto e quindi l'ansia ridotta o eliminata.

Gli interventi psicologici, anche brevi se ben fatti, agiscono prevalentemente sul Livello 1 (pensiero); gli psicofarmaci sul Livello 2 e 3 ma solo temporaneamente (sino alla sospensione del farmaco) e impedendo al paziente di sviluppare le abilità necessarie a controllare/eliminare l'ansia senza supporti esterni (dipendenza).

Il biofeedback invece agisce su tutti e 3 i livelli. Sui Livelli 2 e 3 agisce con pari efficacia rispetto ai farmaci ma con 2 vantaggi: ha effetti duraturi/permanenti e non ha effetti collaterali. Sul Livello 1 (cognitivo) agisce sia direttamente (tecniche di concentrazione biofeedback guidate) si indirettamente visto che il paziente impara a gestire la propria ansia in modo del tutto autonomo e indipendente dai farmaci, sviluppando il senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza di essere ben capace di controllare la propria ansia anche nelle situazioni più critiche e senza ausili esterni (farmaci).

Ne deriva che gli interventi psicologici giovano dell'appaiamento con interventi in grado di agire sui Livelli 2 e 3, come il biofeedback o gli psicofarmaci e che gli psicofarmaci giovano del loro appaiamento con interventi in grado di agire sul Livello 1 come gli interventi psicologici e il biofeedback.

Il biofeedback invece mantiene un'alta efficacia anche da solo, anche se, di solito, specie all'inizio del trattamento, i pazienti assumono farmaci (cure già iniziate) e tenendo sempre ben presente che l'appaiamento del biofeedback con colloqui strategici brevi ne velocizza fortemente gli effetti. 

 


L'Ansia e l'esigenza di soluzioni rapide, efficaci ed economiche.

Psicofarmaci, Biofeedback o Psicoterapia?


Quasi sempre chi soffre di ansia o attacchi di panico avverte una frte esigenza di uscira da quelle condizioni di sofferenza e disagio nel modo più rapido possibile; spesso questa esigenza porta l'individuo ad assumere o ad abusare dei farmaci, alleviando in tal modo la sofferenza ma cadendo in un "loop farmacologico" dal quale poi risulta difficile uscire.

Questo purtroppo avviene spesso a causa della mancanza di informazioni sui trattamenti non-farmacologici oggi disponibili (es. biofeedback) di pari efficacia rispetto ai farmaci ma con effetti duraturi e senza controindicazioni. A questo bisogna aggiungere anche la scarsa informazione su questi metodi nel mondo medico, che quasi sempre indirizza il paziente verso l'uso dei farmaci.

I farmaci dovrebbero essere assunti per periodi brevi, per affrontare le fasi più acute; tranne che in casi molto gravi, gli psicofarmaci non possono essere assunti per tutta la vita, soprattutto per gli effetti collaterali anche gravi che portano con se. 

Gli psicofarmaci inoltre, sebbene alterino in modo più o meno specifico la quantità di specifici neurotrasmettitori a livello sinaptico, a livello generale di Sistema Nervoso agiscono temporaneamente e in modo aspecifico su tutte le strutture che mediano i tre i livelli di elaborazione su elencati senza indurre modifiche durature al Livello 1 (cognitivo) ma solo con un temporaneo effetto calmante generale dei sintomi, per la sola durata di assunzione del farmaco.

Spesso però limitarsi a calmare i sintomi per qualche ora, settimana, mese o anno con gli psicofarmaci non basta a risolvere il problema d'ansia alla radice e produce condizioni di farmacodipendenza: con i soli psicofarmaci vengono interessati temporaneamente alcuni meccanismi generali che mediano anche la risposta ansiosa ma non le cause che sono sempre ambientali, psicologiche (stress) e comportamentali (escludendo gli effetti di sostanze e le condizioni mediche generali).

Gli psicofarmaci non hanno insegnato al paziente a controllare autonomamente i sintomi ansiosi (cognitivi e fisici), ad individuate/isolare le vere cause dello stato ansioso e a definire le strategie necessarie ad affrontarle in modo efficace e duraturo.

Ricordiamoci sempre che, come la paura, l'ansia è un segnale d'allarme che ci avverte che c'è qualcosa che non va nella nostra situazione o esistenza e che le sue manifestazioni patologiche sono dovute alla mancata adeguata considerazione delle problematiche alla sua origine; con i farmaci l'individuo non ha imparato a gestire e ad intervenire attivamente sulle cause dell'ansia a livello corticale (pensieri/ragionamenti/convinzioni) e ai livelli sottocorticali (emozioni e reazioni neurovegetative), ciò che invece fanno egregiamente gli interventi psicologici e il biofeedback.

Tutti gli interventi psicologici (consulenze, psicoeducazione, psicoterapie) si pongono come obiettivo principale quello di aiutare il paziente ad individuare le cause dell'ansia e a trovare delle strategie psicologiche e comportamentali atte a risolvere il problema all'origine e in modo permanente. Quindi agiscono direttamente sul Livello di Elaborazione 1 (corticale) e, indirettamente, sul Livello di Elaborazione 2 (sottocorticale, emozioni). E' stato dimostrato che gli interventi psicologici hanno la stessa efficacia a breve termine degli psicofarmaci (che cessa con la sospensione del farmaco), ma maggiore efficacia nel lungo termine e nessun effetto collaterale.

Spesso però accade che i pazienti ansiosi non siano per nulla inclini a voler affrontare un percorso psicologico che, nel caso di alcune psicoterapie, può essere molto a lungo (anni).

Oggi, nel nostro caro mondo occidentale pragmatico e sempre di corsa si cercano soluzioni rapide, efficaci ed economiche che non implichino necessariamente il dover rivoluzionare la propria personalità che richiede molto impegno e tanto tempo; personalità che spesso, nonostante i "difetti", piace così com'è all'individuo. A queste persone dunque non resta che scegliere tra psicofarmaci, biofeedback e, come vedremo, il biofeedback multicomponenziale o integrato.

Il biofeedback agisce direttamente sui Livelli di Elaborazione 2 (emozioni) e 3 (sintomi fisici dell'ansia) ed indirettamente sul Livello 1 (controllo dei pensieri ansiogeni) dando al paziente il controllo della risposta ansiosa (e degli attacchi di panico) su due piani:

  1. Piano dei Sintomi Somatici - L'individuo, nel corso del training di biofeedback, impara a controllare i sintomi somatici (tachicardia, sintomi respiratori, sudorazione, caldo/freddo, ecc.) sia nei momenti di crisi (attacchi di panico, paucisintomatici o d'ansia), sia riducendo nel breve, medio e lungo termine i livelli di attivazione psicofisiologica basali alla base dell'ansia (es. ansia generalizzata, ansia anticipatoria, ansia da prestazione).
  2. Piano dei Sintomi Cognitivi - Lo stato di calma/rilassamento somatico indotto dall'applicazione delle tecniche apprese col biofeedback si ripercuote in modo determinante anche sul piano cognitivo, inducendo uno stato di calma/controllo mentale che libera le energie mentali necessarie ad affrontare nel migliore dei modi le cause dell'ansia. Inoltre, grazie alle abilità di controllo apprese, l'individuo acquisisce un solido senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza di essere in grado di controllare quell'indesiderato, inatteso e temuto stato ansioso (o attacchi di panico) che prima di fatto non era capace di controllare autonomamente senza il ricorso ad ausili esterni (farmaci). Ciò porta all'eliminazione di sintomi come l'agorafobia (quando presente), l'insonnia, la paura di potersi sentire male in qualsiasi momento e situazione senza poter essere soccorsi da chi si ritiene in grado di farlo.

Sebbene il biofeedback funzioni bene da solo, affiancarlo a pochi brevi colloqui strategici volti ad individuare le cause principali dell'ansia o degli attacchi di panico e a definire le strategie d'azione più efficaci, velocizza il processo di guarigione.

Il Biofeedback sfrutta alcuni meccanismi psicobiologici già presenti nel nostro organismo la cui attivazione ripetuta e costante costituisce un vero e proprio allenamento (training) in grado di ridurre ed eliminare l'ansia nel breve, medio e lungo termine.

Riducendo/eliminando l'ansia l'individuo non solo capisce che essa non è un nemico imbattibile ma si ritrova anche con un "surplus" di energia psicofisica (prima assorbita dall'ansia e dalle sue conseguenze) che può utilizzare per affrontare più rapidamente ed efficacemente le vere cause dell'ansia. 

 


MEGLIO IL BIOFEEDBACK "DA SOLO" O  QUELLO INTEGRATO/MULTICOMPONENZIALE?


Come già accennato precedentemente il biofeedback è altamente efficace da solo (in monoterapia) nel processo di riduzione/eliminazione dell'ansia patologica e non patologica. Tuttavia il biofeedback può essere svolto anche in concomitanza all'assunzione dei farmaci (con il proposito di eliminarli progressivamente); inoltre, facoltativamente, laddove possibile e se il paziente ne sente la necessità, è buona regola affiancare al biofeedback, durante le stesse sedute, alcune attività "accessorie" come i colloqui strategici brevi, l'igiene del sonno e, come compiti da fare a casa, le tecniche di rilassamento più efficaci (solo se tollerate dal paziente).

E' importante sottolineare che, nelle mani di professionisti esperti, l'aggiunta di tali attività accessorie non comporta mai un aumento del numero di sedute (sempre 10) nè, tanto meno, dei costi. Inoltre le attività accessorie devono essere aggiunte solo se il paziente lo desidera/tollera.

Per "approcci multicomponenziali" o integrati si intende quelli composti da più metodi d'intervento tutti singolarmente scientificamente validati. Ad esempio esistono protocolli multicomponenziali farmacologici che prevedono l’uso congiunto di psicoterapia e farmaci (Furukawa et al. 2007), più efficaci dei soli psicofarmaci ma con gli effetti collaterali di questi ultimi.

Esistono poi protocolli multicomponenziali non-farmacologici che prevedono l’utilizzo di interventi psicologici brevi e biofeedback (Wyner 2015; Ratanasiripong et al. 2012; Knox et al. 2011); ad esempio Ratanasiripong et al. hanno ottenuto ottimi risultati utilizzando counseling psicologico e biofeedback e Knox et al. psicoeducazione e biofeedback. Presso il nostro centro di biofeedback otteniamo risultati ancor più rapidi quando abbiniamo pochi brevi colloqui strategici (della durata di 10 minuti durante le sedute di biofeedback) ai protocolli di biofeedback standard più avanzati.

Come abbiamo visto, il vissuto d’ansia che si prova nel corso di un episodio ansioso, di una crisi di panico o di uno stato ansioso costante è una condizione psicofisiologica di eccessiva attivazione che coinvolge contemporaneamente diversi livelli del sistema nervoso centrale e periferico. 

Nella tabella sottostante è illustrato lo schema di funzionamento di un protocollo multicomponenziale non-farmacologico che fa uso del biofeedback e di colloqui strategici brevi: questi ultimi permettono di individuare le cause principali dell'ansia e di definire col paziente le strategie d'azione più efficaci. Contemporaneamente il biofeedback agisce sia riducendo/eliminando i sintomi somatici e cognitivi dell'ansia, sia potenziando il senso di autoefficacia dell'individuo, rendendolo capace di controllare/eliminare sul nascere sia l'ansia basale sia le crisi d'ansia o di panico:


Biofeedback Integrato (multicomponenziale)


N° Sedute = 10
Durata seduta = 40 minuti
Cadenza = Settimanale

Il Biofeedback è un trattamento psicofisiologico basato su un'ampia letteratura scientifica che fa leva sui meccanismi psicobiologici naturali dell'individuo; se praticato da psicologi esperti sia nel biofeedback che nella psicofisiologia (la scienza che studia le relazioni tra psiche e corpo), comporta una decina di sedute.

Negli Stati Uniti questa tecnica è molto diffusa e coperta dalle principali assicurazioni; in Italia è coperta solo da alcune assicurazioni. non è facile trovare centri altamente specializzati in questa particolare branca applicativa della psicofisiologia e, ancor meno, trovare psicologi formatisi nelle più importanti organizzazioni di psicofisiologia e biofeedback statunitensi, ciò che maggiormente garantisce l'applicazione dei giusti protocolli (ne esistono molti) nel modo corretto.

Questo protocollo, se praticato correttamente, è composto dai più efficaci sub-protocolli di biofeedback e da diverse attività "accessorie" che potenziano e velocizzano gli effetti dell'intero trattamento. Nelle mani di professionisti esperti, l'aggiunta delle attività accessorie non comporta mai un aumento del numero di sedute (sempre 10) nè, tanto meno, dei costiInoltre le attività accessorie devono essere aggiunte solo se il paziente lo desidera/tollera.

Seguono le attività comprese nel trattamento di Biofeedback integrato:

  • Biofeedback - I protocolli più efficaci ed avanzati prevedono l'uso di diversi sub-protocolli calibrati in base alla specifica composizione dei sintomi presentati dal paziente durante gli Attacchi di Panico o le crisi ansiose (che varia da individuo a individuo). Gli effetti di queste tecniche nel trattamento dei disturbi d’Ansia sono paragonabili a quelle degli Psicofarmaci (Bandelow et al. 2007a; Pompoli et al. 2016), ma non presentano gli effetti collaterali di questi ultimi e, al contrario degli psicofarmaci che espongono l’individuo ad una dipendenza fisica e/o psicologica accompagnata dall’idea (errata) di non potercela fare senza farmaco, consentono all’individuo di sviluppare nel breve-medio-lungo termine il senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza di essere in grado di ridurre/controllare eliminare l'ansia nelle situazioni ansiogene e/o di impedire l’insorgere di un Attacco di Panico o d'ansia autonomamente, in qualsiasi momento e situazione senza il ricorso ad ausili esterni.

Le tecniche apprese infatti appartengono all’individuo per sempre, mantengono inalterata nel tempo la sua capacità di gestire le situazioni di crisi d'ansia o gli attacchi di panico e, nel medio/lungo termine, promuovono un progressivo abbassamento dei livelli basali d'ansia e quindi un progressivo e permanente abbassamento dell'ansia generalizzata e/o un allontanamento dalla soglia d’innesco degli Attacchi di Panico o d'ansia negli individui predisposti.

 


ATTIVITA' ACCESSORIE

  • Brevi Colloqui Strategici effettuati durante le stesse sedute di biofeedback e finalizzati a:
  1. comprendere i meccanismi psicofisiologici, neurofisiologici e psicologici dell'ansia
  2. individuare i principali fattori scatenanti o facilitanti l’insorgere dell'ansia generalizzata e degli Attacchi di Panico
  3. individuare le strategie più efficaci per gestire i fattori d’innesco e quelli che alimentano gli stati ansiosi eccessivi e gli Attacchi di Panico 
  • Tecniche di concentrazione mentale biofeedback guidate per il controllo del flusso dei pensieri – Uno dei problemi più importanti in tutti i disturbi d’ansia è il controllo, oltre che dei sintomi somatici dell’ansia, anche del flusso dei pensieri; spesso l’individuo durante un attacco di panico o durante uno stato ansioso particolarmente disagevole produce involontariamente una successione rapida di pensieri ansiogeni o negativi che, in un circolo vizioso, alimentano lo stato ansioso e che possono alimentare potentemente l’escalation da uno stato ansioso anche lieve ad un attacco di panico o ad un’ansia ancor più intensa.

Tramite specifiche tecniche di concentrazione e mediante l’utilizzo congiunto di un segnale di feedback che informa l’individuo in tempo reale sul suo reale stato di attivazione psicofisiologica che precede e accompagna l’insorgere dell’emozione “ansia” in relazione ai pensieri che fa, l’individuo impara a controllare/contenere il flusso di pensieri ripristinando rapidamente lo stato di veglia-rilassata e bloccando all’origine l’insorgere di un attacco d’ansia o di panico.

  • Igiene del Sonno – Laddove l'ansia o gli Attacchi di Panico siano legati a stati d’attivazione psicofisiologica che non consentono all’individuo di avere un sonno ristoratore, che non sia cioè disturbato, superficiale, insufficiente, irregolare o frammentato, è necessario ripristinare le condizioni di sonno ideali. Una mente stanca è una mente più vulnerabile che più facilmente perde il controllo in situazioni di stress o ansiogene.

 

  • Tecniche di rilassamento – Velocizzano la comparsa degli effetti dell’intero trattamento. Alcune tecniche di rilassamento (quelle scientificamente validate) sono efficaci nell’aiutare l’individuo a velocizzare gli effetti di rilassamento psicofisiologico raggiunti con le tecniche di biofeedback. Il loro uso non è obbligatorio ed è sconsigliato alle persone che non possiedono la “forma mentis” per questo genere di attività:  chi percepisce queste tecniche come “forzature” o come qualcosa da fare in fretta, è bene che non le svolga perché si corre il rischio che costituiscano paradossalmente momenti di stress e non di relax. La loro non applicazione non influenza l’esito finale del trattamento.

Questo protocollo multicomponenziale è finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. Controllo dei sintomi somatici e congitivi dell'ansia - Tramite l'apprendimento di specifiche tecniche l'individuo acquisisce l'abilità di controllare ed eliminare sul nascere i sintomi fisici dell'ansia e degli attacchi di panico (tachicardia, respiro corto, sudorazione, vertigini, ecc.) in qualsiasi momento e situazione inducendo in tal modo anche uno stato di calma mentale.
  2. Acquisizione del senso di autoefficacia - ossia della consapevolezza di essere capace di controllare e bloccare i sintomi dell'ansia sul nascere, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione (grazie alle abilità apprese).
  3. Comprensione dei meccanismi psicofisiologici e neurofisiologici dell'ansia - Capire cosa avviene nel cervello e nel corpo durante uno stato ansioso è un passo indispensabile per capire poi come agiscono le strategie anti-ansia adottate, sempre sul piano psicofisiologico e neurofisiologico.
  4. Individuazione delle cause situazionali, psicologiche e/o comportamentali dell'ansia - Attraverso colloqui brevi che si svolgono nel corso delle sedute di biofeedback si individuano le cause situazionali, psicologiche o comportamentali che causa e/o alimentano lo stato ansioso.
  5. Definizione delle strategie psicologiche e comportamentali - Non basta individuare le cause per risolvere il problema che ne deriva; bisogna poi definire delle strategie idonee e applicabili per poterle fronteggiare con efficacia; in questa fase psicologo e paziente lavorano insieme per trovare soluzioni efficaci.
  6. Qualità del sonno - un buon sonno ristoratore è di fondamentale importanza non solo per  raggiungere e mantenere  un buon livello di efficienza mentale ma anche per fronteggiare l'ansia e lo stress in modo ottimale; una mente stanca perché costantemente deprivata di sonno è una mente più vulnerabile allo stress e all'ansia.
  7. Controllo del flusso di pensiero - Uno dei problemi più frequenti in tutti i disturbi d’ansia è l'incapacità o impossibilità di controllare/frenare o dirigere il flusso dei pensieri; spesso l’individuo in stato ansioso produce involontariamente una successione rapida di pensieri ansiogeni o negativi che alimentano lo stato ansioso in un circolo vizioso e che possono alimentare potentemente l’escalation da uno stato ansioso lieve ad un attacco di panico o ad un’ansia ancor più intensa. Tramite specifiche tecniche concentrazione e mediante l’utilizzo congiunto di un segnale di feedback che informa l’individuo in tempo reale sul suo reale stato di attivazione psicofisiologica che precede e accompagna l’insorgere dell’emozione “ansia” in relazione ai pensieri che fa, l’individuo impara a controllare/contenere il flusso di pensieri ripristinando rapidamente lo stato di calma e concentrazione e bloccando all’origine l’insorgere di un attacco d’ansia o di panico.

Si tratta di un protocollo non-farmacologico breve che può essere abbinato anche ai farmaci, con l’obiettivo di eliminarli progressivamente. 

Da uno studio recente di Penzo e Scalini (2017) è emerso che l’applicazione di questo protocollo multicomponenziale (10 sedute) basato su specifici protocolli di Biofeedback stabiliti flessibilmente sulla base dello specifico mix sintomatologico riferito dal paziente, sul Counseling Psicologico Breve personalizzato, sulla Psicoeducazione, sull’Igiene del Sonno, sulle Tecniche di Concentrazione/Autocontrollo Mentale e sulle Tecniche di Rilassamento guidate si ottengono risultati eccellenti, con la remissione totale degli Attacchi di Panico o degli attacchi d’ansia nel breve-medio-lungo termine, l’eliminazione dell’Agorafobia o dello stato d’ansia continuo e l’eliminazione dei farmaci nel 90% dei pazienti trattati, una percentuale ben al di sopra dell’uso delle monoterapie (farmaci, interventi psicologici o biofeedback da soli). 

Questo risultato è dovuto al fatto che da una parte le tecniche di biofeedback apprese consentono un’efficace e rapido controllo di tutte le componenti fisiologiche autonomiche la cui iperattivazione, durante l’Attacco di Panico o nel corso dello stato ansioso, produce la sintomatologia somatica (tachicardia, sudorazione, caldo-freddo, dispnea, ecc.) e psicologica (rimuginazione, pensieri ansiogeni incontrollati), dall’altra i colloqui psicologici brevi aiutano l’individuo a gestire in modo efficace le situazioni interne ed esterne che possono innescare gli Attacchi di Panico o lo stato d’ansia nella vita reale, con un effetto significativo anche sul proprio senso di autoefficacia e quindi sulla componente cognitiva dell’Attacco di Panico e dello stato d’ansia.

Inoltre, a differenza di altri protocolli sperimentali che hanno dimostrato un’efficacia del biofeedback pari a quella dei farmaci (50% circa), il protocollo qui citato fa un uso flessibile e personalizzato di vari strumenti: il successo del trattamento è dunque fortemente dipendente dal grado di personalizzazione dell’intervento e dall’abilità dello psicologo di isolare le variabili (psicofisiologiche, psicologiche, relazionali, situazionali) che causano e alimentano lo stato ansioso; quanto meno si tiene conto delle differenze individuali, tanto più la percentuale di successo dell’intervento si appiattirà su quella degli psicofarmaci, stimata attorno al 50%.

L’uso di questo protocollo inoltre ha il vantaggio di essere non-farmacologico, breve, privo di effetti collaterali, di essere efficace in tutti i disturbi o condizioni ansiose (va ad agire sui meccanismi psicofisiologici condivisi da tutte le condizioni ansiose), di ottenere effetti nel breve, medio e lungo termine e di essere fortemente efficace sia nella gestione delle crisi d’ansia (es. attacchi di panico) sia nella normalizzazione a lungo termine dei livelli basali di ansia (ansia generalizzata, agorafobia, ecc.).


Approccio Multicomponenziale – Psicoterapia + Psicofarmaci


Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia dell’associazione tra psicoterapia e psicofarmaci; anche in questo caso possiamo ipotizzare che tale efficacia sia dovuta al fatto che da una parte il farmaco, nell’arco di poche settimane, è in grado di controllare la sintomatologia dell'ansia, dall’altra i colloqui tra psicologo e paziente, a prescindere dalla metodologia usata, aiutano il paziente a sviluppare strategie psicologiche o comportamentali in grado di intervenire, più o meno direttamente, sulle causa dell’ansia.

L’unica limitazione di questo trattamento multicomponenziale risiede negli effetti collaterali dei farmaci, spesso mal tollerati e causa di abbandono del trattamento in circa un terzo dei pazienti.

Inoltre, il controllo dei sintomi dell’ansia tramite il ricorso ad ausili esterni (farmaci) non consente all’individuo di sviluppare quel solido senso di autoefficacia necessario a rendere permanenti i risultati raggiunti: riteniamo infatti che la consapevolezza di essere in grado di controllare l’ansia al suo insorgere in modo autonomo, con le proprie risorse psicofisiche, in qualsiasi momento e situazione, è fondamentale proprio per combattere definitivamente quel senso di insicurezza (e ansia anticipatoria, evitamento) legato alla convinzione di non esser capaci, da soli (senza farmaci), di “tener testa” allo stato ansioso anche nelle circostanze ritenute più a “rischio”. E’ proprio per tale senso di insicurezza che molte persone girano sempre con un ansiolitico nella borsa, “per sicurezza”, ciò che denota il mancato o parziale raggiungimento dell’obiettivo.

 


Le informazioni riportate in questo sito non hanno valore prescrittivo


 


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